Pubblicato:
29/09/2015 18:27:28
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Mondo Funeraria
Il casus belli è il trapasso di un cittadino, membro dell’associazione viterbese per la cremazione, che aveva scelto - al momento della sua morte - per la dispersione delle sue ceneri nel giardino della memoria del cimitero di Viterbo. Perché casus belli? Perché quelle ceneri, nel giardino della memoria, non ci sono ancora andate: sono “bloccate”, assieme a quelle di altri 16 defunti, in attesa che il giardino - per il quale i lavori sono già ultimati - sia definitivamente dichiarato agibile per tale manifestazione. Manca ancora un passaggio in commissione consiliare, al quale poi ne seguirà un altro in consiglio comunale.
“Sparare sulla giunta Michelini - scrive in un comunicato Linda Natalini, presidentessa dell’associazione viterbese per la cremazione - ormai assomiglia a sparare sulla Croce Rossa e ne avremmo fatto volentieri a meno, ma la pazienza ha un limite, il nostro compito istituzionale non ci permette di aspettare ancora in silenzio, anche se la nostra azione di pungolo in questi mesi è stata costante.
Abbiamo infatti protestato per alcuni passi del regolamento che sono stati emendati in quarta commissione e per le tariffe di ingresso al cimitero (vedi un precedente comunicato stampa), ottenendo che, perlomeno per i viterbesi l’ingresso fosse gratuito.
Ma noi parliamo a nome di tutti, viterbesi e non e pensare che chi non è residente nella nostra provincia debba pagare un prezzo salato per entrare al cimitero senza poter usufruire di un servizio che aveva richiesto (la dispersione nel Giardino della memoria) ci fa veramente montare su tutte le furie”.
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